Brancaccio - Io ci vivo

A Brancaccio c’é sempre buio. Anche nelle giornate d’agosto dove il sole scioglie l’asfalto, tutto è buio. Io vivo a Brancaccio. Questo quartiere, spesso oggetto di cronaca nei quotidiani e il tg, ha visto spegnersi tanti personaggi che tentavano di spezzare quella morsa, in cui la mafia sorbisce linfa vitale. Quando con Giovanni abbiamo cominciato a mettere su carta una storia che parlasse di Brancaccio, abbiamo subito pensato a Don Puglisi, il parroco che con forza e tenacia ha lottato contro “l’atteggiamento mafioso” più che contro i capi stessi della mafia. Aveva infatti capito che bisognava partire dai bambini per spezzare le gambe a un’organizzazione oramai radicata nella cultura della gente. Don Puglisi aveva creato un centro per togliere dalla strada i ragazzi, organizzava corsi per il doposcuola, cercando di sopperire all’ignoranza familiare, e rendendo possibile un’alternativa reale e concreta alla mafia. Le fiction in tv e i film sulla mafia raccontano sempre la cattiveria e la crudeltà della mafia, ma mai si parla di quello che è l’atteggiamento mafioso, ed è quello che da forza alla mafia. La raccomandazione al politico di turno, l’assenteismo negli ospedali e nelle cariche istituzionali, lo spaccio di droga, l’ignoranza, la scarsezza di beni primari come l’acqua. Noi abbiamo “visto” e in questo fumetto lo raccontiamo. Cerchiamo di urlare la nostra rabbia. Anzi, cerchiamo di urlare il nostro incazzamento, che purtroppo però fa eco ancora nel silenzio omertoso delle forze politiche siano esse nazionali che (e soprattutto) regionali.
Claudio Stassi
13 Ottobre 2006 @ 14:40
Un fumetto per parlare di temi come la mafia, complimenti! Il fatto che sia fatto da chi vive il problema giorno per giorno, è ancora più ammirevole, chapeau!
Sara